64, Piazza Grande

Riceviamo e con gioia pubblichiamo questo bel ricordo di Agorà della cara Judit Sadurní
(questo articolo è tradotto, trovate la versione originale nella pagina inglese del Sito Web)


64, Piazza Grande

by Judit Sadurní

La prima volta che arrivai a Livorno fu per un colloquio di lavoro presso il Centro Linguistico Agorà.

Avevo già letto della città in precedenza, del suo porto e del ruolo che aveva avuto nell’espansione economica della Toscana nei secoli passati. Ad ogni modo non mi sarei mai potuta immaginare cosa questa città avesse in serbo per me.

Passai la mia prima mattina a Livorno camminando per il centro, dalla Stazione Centrale verso Piazza della Repubblica e da là fino al cuore della città: Piazza Grande.

Mi ricordo che il cielo era coperto, nuvole bianche si libravano sopra i tetti, coprendo quel Martedì mattina di una luce insolitamente luminosa.

Scattai delle foto al porto, rimasi meravigliata di fronte alla splendida vista delle due fortezze, e fui piacevolmente sorpresa dalla scoperta che Livorno avesse la sua piccola Venezia, piena di ponti, chiese e canali.

i fossi di Livorno

A metà della mia passeggiata turistica mi dovetti ricordare che la ragione che mi aveva portato a Livorno era quella di trovare un lavoro. E dal momento che avevo scoperto la città, capii di voler sfruttare davvero quell’occasione.

Così suonai il campanello al 64 di Piazza Grande, puntuale all’orario stabilito.

Il colloquio non fu come tutti gli altri ai quali avevo partecipato. Per due ragioni: la prima fu perché mi fu chiesto di simulare una lezione con veri studenti (cosa che sul momento mi terrorizzò ma che, devo ammettere, fu un ottimo modo per testare le mie reali capacità didattiche); la seconda perché subito al termine del colloquio mi fu offerto il lavoro.

Inizialmente non potevo neppure crederci. Il mio italiano era stentato e così, sulle prime, pensai di aver capito male. Ma… no. Il lavoro era mio se lo volevo. Sapevo a che cosa andavo incontro: lunghi spostamenti, un sacco di ore spese a preparare le lezioni e tanto, tanto lavoro duro. Ma voleva anche dire che avrei potuto lavorare a Livorno, una città della quale mi ero subito innamorata.

Quello presso il Centro Linguistico Agorà è stato il mio primo e unico lavoro in Italia. Prima che mi contattassero per il nostro primo incontro non avevo mai ricevuto altre offeJudith di fronte all'ingresso di Agoràrte di lavoro. Non avevo in vista nessun colloquio. Lo staff di Agorà fu l’unico a prendere seriamente il mio Curriculum. Furono i primi, a dire il vero, a considerarmi per un posto. Per questa e molte altre ragioni sarò sempre grata a tutti loro.

Ho imparato moltissimo lavorando per Agorà. Ho dovuto uscire dalla mia confort zone, abbandonare le mie abitudini, e così facendo ho acquisito tantissima esperienza. Ho lavorato con bambini piccoli, sono stata messa alla prova con i teenagers delle superiori… ho avuto modo di insegnare anche ai reparti militari. E molto altro.

Alcune giornate non sono state affatto facili, ma sono riuscita comunque ad affrontarle grazie alla collaborazione dei colleghi di Agorà. E questa è una delle tante ragioni che rendono questo Centro Linguistico eccezionale: Agorà tratta i suoi studenti in maniera eccellente, cercando di di soddisfare le aspettative e le necessità di ognuno di loro; allo stesso modo, cosa fondamentale, questa scuola fa sentire il suo staff come a casa.

Dopo due anni passati a lavorare là, il mio ultimo giorno è stato davvero uno dei più tristi tra quelli passati nel mio periodo in Italia. Ricordo di aver detto arrivederci ai miei studenti e ai miei golleghi. Ricordo l’aperitivo organizzato per me nel locale che si trova subito sotto alla loro sede, così come ricordo il calore degli ultimi abbracci e baci di saluto.

Sono già passati dei mesi da quando sono venuta via, ma i miei occhi ancora oggi si riempiono di lacrime quando penso ad Agorà e a tutto quello che ho appreso lavorando e vivendo con loro a Livorno.

Non c’è bisogno che io aggiunga quanto Livorno mi manchi allo stesso modo. Gli stranieri che parlavano con me alla fermata dell’autobus. Il trambusto di Via Grande e delle strade adiacenti all’ora di punta. I bianchi e rumorosissimi gabbiani che volavano sopra di me. La vista del Duomo dalla finestra della mia classe.

So benissimo che non cancellerò mai questi ricordi dalla mia mente. So per certo che Agorà e Livorno sono e saranno sempre protagonisti principali dei miei ricordi.

Per questo raccomando a chiunque abbia l’opportunità di farlo di lavorare con loro. Personalmente lo rifarei migliaia di volte. E… chissà? Magari lo rifarò davvero!