Le lingue come muri, ponti e strade.

Pubblichiamo volentieri questo Guest Post di Leonardo Vannucci che ci teneva moltissimo a “varare” con noi questa nuova esperienza digitale del nostro Centro.


Quando le lingue per me sono state muri, poi ponti e adesso strade.

Nella parte inglese di questo nuovo SitoWeb, appena attivata, troverete a un certo punto una frase di Ludwig Wittgenstein che mi ha colpito molto:

“The limits of my language means the limits of my World.”

A me piace tradurla con “I limiti del mio linguaggio producono i limiti del mio mondo“.

Lo so, non è una traduzione letterale ma è quella che percepisco come più vicina alla mia esperienza personale. Me ne approprio, diciamo…

Mi è capitato altre volte di inaugurare il blog di Siti Web amici. Si tratta sempre di una responsabilità molto delicata, soprattutto quando non si hanno molte idee su cosa scrivere.

Non è questo il caso. Avrei molto da scrivere sulle lingue e il linguaggio per cui dovrò piuttosto stare attento a non debordare ma arrivare dritto al punto, che poi è il cuore della citazione che vi ho riportato prima.

Quando ero bambino ai primi anni di scuola l’apprendimento delle lingue straniere non era ancora percepito come urgente: il mondo era ancora diviso in blocchi, si viaggiava molto meno, già chiamare al telefono un parente lontano in altre parti d’Italia rappresentava un momento eccezionale per tutta la famiglia. E costoso. Soltanto gli emigranti sapevano che cosa volesse dire uscire dall’alveo dell’italiano e dover imparare e conoscere per sopravvivere.

Poi la mia generazione ha assistito all’avvento della globalizzazione, i cui effetti sono diventati uno tsunami vero e proprio quando si sono legati alla Rivoluzione Informatica: ad Internet, soprattutto.

Non ricordo più quando, ma a un certo punto della mia storia e probabilmente di quella di tutti voi, l’uso di altre lingue si è pian piano imposto come una necessità improrogabile: siamo stati aggrediti da un World Wide Web che ci rovesciava sui nostri schermi termini tecnici e di narrazione che definivano e raccontavano il mondo in tempo reale, portandoci voci lontane, in altre lingue.

Una nuova e più agile mobilità internazionale, una comunicazione più capillare e diffusa, ci hanno messi di fronte all’evidenza che non sapere le lingue, almeno l’inglese, ci avrebbe penalizzato nelle relazioni, nel lavoro, nelle opportunità.

Ma voglio essere ancora più chiaro: viaggiare, parlare con persone di altri Paesi, significa allargare i propri orizzonti, uscire da quella visione relativa e un po’ provinciale con la quale siamo abituati ad analizzare i fatti del mondo non essendone però davvero a conoscenza.

Se guardo a oggi, alle mie bambine e a tutti i ragazzi in età scolare, mi sembra impensabile che non ricevano una coerente preparazione nelle lingue straniere semplicemente perché ritengo che sia necessaria, direi quasi giusta.

Purtroppo la scuola italiana da sola oggi non ha strumenti sufficienti per formare ad una reale conoscenza delle lingue straniere.

Ecco che in questo senso realtà come quelle degli amici del Centro Linguistico Agorà rappresentano una opportunità di colmare quei vuoti formativi che potrebbero rappresentare un ostacolo alla possibilità di realizzarci come persone compiute, avendo tutti gli strumenti a disposizione per esprimerci al meglio di quanto possiamo e in diversi contesti.

Tornassi indietro vorrei poter viaggiare di più, perché ogni volta che l’ho fatto sono tornato cresciuto, arricchito da nuovi punti di vista che mi hanno aiutato a leggere meglio le cose della vita e a ricollocarle in un contesto più globale.

Le lingue avvicinano il mondo.

Ci fanno entrare in maniera più completa nelle culture altrui, nei loro scritti e nelle loro testimonianze, ci rendono cittadini più accorti e quindi migliori, diminuiscono la possibilità che si rimanga impigliati nella paura dell’altro.

Se una volta ho percepito le lingue come muri, perché non avevo la possibilità di esprimermi se non in italiano, successivamente le ho immaginate come ponti, perché mi stavano accompagnando verso altre persone e culture. E infine adesso le vedo come strade, da percorrere guardandomi attorno assieme agli altri e imparando ciò che del mondo mi era precluso conoscere fino a qualche tempo fa.

Per riuscire in questo ci vuole la guida di qualcuno che non sappia semplicemente spiegarci delle regole grammaticali o correggere la nostra pronuncia. È essenziale piuttosto che di fronte a noi ci siano dei formatori che nel farlo sappiano anche introdurci ad un modo di vedere le cose che è proprio di chi parla una lingua diversa.

Per questo, per fare un esempio, sono rimasto molto colpito dal modo con il quale il Centro Linguistico Agorà insegna l’italiano agli amici stranieri: con un programma, l’Italia da toccare, che prevede una full immersion nella nostra cultura, nell’arte, nella geografia, nella storia.

Da un lato quindi si forniscono gli strumenti per leggere un popolo e dall’altro si insegna a poterci comunicare in maniera corretta e fluente.

So per certo che questo avviene in qualsiasi corso del Centro Linguistico e che quindi studiare con loro inglese, tedesco, francese, spagnolo, cinese o qualsiasi delle altre lingue rese disponibili nei loro servizi significhi avvicinare nuove opportunità, progredire verso ulteriori possibilità e migliorare come persone, allargando i propri orizzonti oltre i confini naturali all’interno dei quali li abbiamo sviluppati.

Non è mai troppo tardi. Per questo ho deciso di recidere i legami con i miei passati limiti comunicativi e rimettermi a studiare l’inglese in maniera da poter scrivere e parlare fluentemente. Mi serve per lavoro, lo desidero per poter leggere gustandolo fino in fondo un romanzo in lingua originale, lo voglio per sentirmi ancora di più di quanto mi senta cittadino del mondo e non aver problema alcuno nel comunicare con tutte le splendide persone che sono andato conoscendo in questi anni di lavoro online.

I limiti del mio linguaggio producono i limiti del mio mondo. Ma credo che una delle peculiarità dell’umanità sia proprio quella di cercare continuamente di superare i limiti.

Questo voglio fare e questo sono convinto che anche voi, nel profondo, vorreste fare.

In bocca al lupo a tutto il team del Centro Linguistico Agorà per questa loro rinnovata partecipazione online che uscirà anche al di fuori di questo nuovo Sito Web per scendere a relazionarsi con chiunque di voi lo voglia sui Social Media. Io sarò tra quelli che li seguirà con più convinzione e partecipazione.

articolo © by Leonardo Vannucci